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DAL DOLORE ALL’ELEVAZIONE SOCIALE

Forse lo ignoriamo, ma ognuno di noi è dotato di un’ottima capacità di autoanalisi.

I cambiamenti di vita comportano inevitabilmente un cambiamento della nostra immagine, una perturbazione emotiva variabile in ognuno di noi (ad esempio, la truffa del nostro Ego). Indipendentemente dal fattore scatenante una crisi esistenziale deve essere risolta con una nuova stabilizzazione di Sé. Significa cercare la forza per voler ristrutturare noi stessi e la nostra esistenza perché se permane questa crisi contagerà con la sua negatività tutte le situazioni a noi vicine. Più negatività accumuli, più resterai intrappolato nell’inganno della tua mente.

Ma se viviamo in una società combattuta tra l’avere e l’essere, tra le forze positive e le forze negative, come possiamo emergere come persone?

Prendiamo una forbice e analizziamo le sue parti. Una forbice chiusa non ci interessa perché non possiamo avvalerci di nessuna delle sue sezioni, ma se l’apriamo la nostra visione cambia. La punta più alta equivale alla nostra elevazione, invece quella più bassa rappresenta il degrado, il dolore, la truffa, l’imbroglio. Nel mezzo, quello che qui chiameremo situazione di comodo, troviamo quelle persone incapaci di esporsi perché non hanno nulla da dire e sono pronte a giudicare il prossimo. Sono persone mediocri, da “me-diò-cre” ovvero colui che sta nel mezzo.

Io, persona, sono disposto ad accettare il dolore per innalzarmi al piacere? Oppure ho paura e preferisco stare nel mezzo?

Quando passi attraverso il dolore perché avevi contemplato il piacere che avresti voluto provare ma non avevi contemplato il costo… sai che per ottenere devi soffrire

L’elevazione sociale è raggiungibile solo se sei disposto a passare attraverso una sconfitta, perché solo con la conoscenza della sconfitta riuscirai ad apprendere la gioia del successo.

Per evolvere devi accettare un insuccesso.

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